NONOSTANTE TUTTO E NIENTE

NONOSTANTE TUTTO E NIENTE

L'arte di perdere tutto per ritrovarsi finalmente liberi, leggeri e padroni di sé

by Antonio Tisi

10 chaptersit

Crescere in una periferia senza sconti insegna subito che la vita non regala nulla, tranne forse una buona dose di cinismo. Tonio ha diciotto anni quando annota su un foglio i propri sogni, convinto che il talento e l'impegno bastino a farsi largo nel mondo. Ma la realtà si rivela un tritacarne fatto di precariato, uffici soffocanti e ipocrisie aziendali, fino al crollo improvviso che lo lascia senza un soldo e con un padre malato da accudire fino all'ultimo respiro. Eppure, mentre i coetanei rincorrono spasmodicamente il successo e la perfezione sui social, Tonio compie la mossa più imprevista: a quarant'anni molla la corsa al rialzo per aprire una bottega di libri usati in un vicolo dimenticato. Tra pagine ingiallite, vecchi oggetti e battute affilate usate come autodifesa, scoprirà che la vera vittoria non è raggiungere la vetta, ma smettere di desiderarla. Un romanzo disincantato e luminoso sulla grazia di sapersi accontentare e sulla vertigine di sentirsi, nonostante tutto, profondamente liberi.

  • Literary Fiction
  • Coming of Age
  • Character Study
  • Identity Journey

LA GENESI

Tonio non era nato con la camicia. Al massimo con una canottiera acrilica ereditata da un cugino di terzo grado che s'era trasferito in Svizzera negli anni Settanta e non aveva più fatto sapere nulla di sé, se non tre scatolone di vestiti fuori moda. Nascere in una periferia dove persino il cemento armato sembrava stanco di sorreggere i palazzi non è propriamente la partenza da gran premio che la narrativa motivazionale ci propone nei podcast di prima mattina.

La casa di Tonio odorava di soffritto perenne, umidità da condensazione e cavolo bollito. Suo padre, un uomo di poche parole e troppe cambiali, ripeteva sempre con una smorfia che assomigliava a un sorriso: «Tonio, ricordati che chi nasce tondo non muore quadrato, ma al massimo muore ovale per il peso dei debiti». Sua madre, d'altro canto, bilanciava quel crudo realismo con una devozione cieca verso i gratta e vinci, riponendo le speranze della famiglia in monetine da dieci centesimi sfregate freneticamente sul bancone del bar all'angolo.

Fin da piccolo, Tonio dimostrava una singolare predisposizione a osservare il teatrino umano. Mentiva con una classe cristallina solo per il gusto di vedere quanto ci mettessero gli adulti a credere all'impossibile. Quando alla scuola elementare le maestre chiedevano cosa volessero fare da grandi, mentre i compagni strillavano «l'astronauta!», «il calciatore!», «il pompiere!», Tonio alzava la mano con una calma serafica e rispondeva: «L'estinto. Ma con calma». La maestra si segnava il nome con la matita rossa, preludio di un percorso scolastico scandito da note sul diario e convocazioni di genitori rassegnati.

L'estrazione sociale non era solo un concetto sociologico astratto; era la sensazione fisica del freddo che entrava dalle fessure delle finestre di legno marcio durante i lunghi inverni senza riscaldamento centralizzato. Ma Tonio, persino nei giorni in cui la cena consisteva in brodo di dado ed entusiasmo di cartone, possedeva un'arma segreta imbattibile: un'ironia feroce, priva di autocompassione.

Mentre i vicini si sbranavano per cinque centimetri di confine sul pianerottolo o sfoggiavano l'automobile nuova acquistata con un finanziamento in quarantotto rate mensili a tasso usuraio, Tonio osservava. Capiva già allora che il circo della povertà non è triste per la mancanza di denaro, ma per la disperata e grottesca foga con cui la gente tenta di nasconderla, finendo per indossare maschere sproporzionate rispetto al proprio volto.

LA LISTA DEI SOGNI

A diciotto anni compiuti tra una birra tiepida da discount e una torta Margherita preparata con margarina in scadenza, Tonio decise di redigere la famigerata «Lista dei Sogni». Prese un quaderno a quadretti da quattro soldi, di quelli con la copertina rigida blu che si usavano per la contabilità domestica, e sulla prima pagina scrisse con grafia sp…

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