
Maree di Phuket
I riflessi delle Andamane
by H.C. Hank
Giulio le ha regalato Phuket. E un abito cucito per non coprirla. Agata parte da Milano giovane, insicura, tutta per lui. Il marito vuole vederla. Vuole che altri uomini la guardino, la tocchino, la prendano, mentre lui osserva. Voyeurismo e desiderio di condividerla diventano itinerario: locali notturni, spiagge deserte, un sarto che le prova sul nudo un verde smeraldo. All'inizio lei obbedisce, con quella timidezza che lui adora. Poi qualcosa si ribalta. Gli sguardi smettono di essere un dono a Giulio. Diventano il suo strumento. Amadi, Kaelen, Rajesh, Valerio: nomi che Agata impara a scegliere. Con Kamon, nei vicoli della città vecchia di Phuket, tiene l'incontro per sé. Con Bruce, la seduzione è sfacciata e in parte segreta. Giulio, da regista esclusivo, diventa complice. Anche lui cede, alla parigina Chantal, con il silenzio assenziente della moglie. A Villa Lanna e sui litorali isolati i confini del matrimonio si spostano, sporchi e intatti. Quando tornano nella Milano grigia, Agata non si copre più. Cammina da sovrana. Il gioco è finito: è diventato vita. Maree di Phuket – I riflessi delle Andamane è un romanzo erotico contemporaneo sul desiderio che cambia padrone e su una coppia che, invece di spezzarsi, impara una complicità più vera — e più audace.
- Erotica
- Romance
- Contemporary Erotica
- Taboo
- Contemporary Romance
Chapter 1
Il salotto era immerso in quella penombra morbida che piaceva tanto a Giulio. Agata aveva accostato le tende per schermare gli ultimi riflessi della strada, lasciando che la luce della stanza si concentrasse sulla tavola già apparecchiata. Nell'aria ristagnava il profumo ricco e speziato della cena: ci aveva messo ore, calibrando ogni ingrediente solo per compiacere il suo gusto quando sarebbe rientrato dal lavoro. Rimasta sola con il silenzio della casa, Agata si avvicinò allo specchio sopra la consolle. Si guardò. Sotto la luce gialla del lampadario, la sua pelle appariva ancora più pallida del solito. Fece un piccolo respiro, lasciando che lo sguardo scivolasse sui lineamenti semplici del viso e poi più giù, sui contorni arrotondati del corpo, indugiando su quel leggero sovrappeso che non riusciva mai ad accettare del tutto. Una fitta improvvisa di insicurezza le strinse lo stomaco, un senso di inadeguatezza che minacciava di toglierle il fiato. Ma l'angoscia durò solo un istante, scacciata da un'ondata travolgente di gratitudine. Pensò a Giulio. Quanto era immensamente fortunata? Un uomo come lui aveva scelto proprio lei una creatura modesta e senza pretese. Eppure la amava, la stringeva a sé e la proteggeva da un mondo esterno che a lei faceva così tanta paura. Tutta la sua vita, la sua stessa identità, dipendevano totalmente da quella certezza: l'amore di suo marito era l'unica terra ferma sotto i suoi piedi. Il rumore metallico della chiave che girava nella serratura spezzò l'incantesimo. Il cuore di Agata fece un balzo. Accantonò ogni pensiero, stampandosi un sorriso sulle labbra, e corse verso l'ingresso per accoglierlo.
* * *
Giulio entra in casa, bacia Agata con insolita intensità e le consegna una scatola elegante con l'abito estivo. Le rivela il viaggio a Phuket. La convince a provarlo subito, e mentre lei lo abbraccia grata, lui osserva nello specchio l'effetto trasparenza provocato dalle luci della cucina.
«Giulio, è... è bellissimo, ma perché? Lo sai che non usciamo mai, dove dovrei metterlo?» Agata accarezzò la stoffa, sentendosi quasi in colpa per non saper valorizzare un regalo così elegante.
Giulio le sorrise, quel sorriso calmo che le toglieva sempre ogni ansia. Le prese le mani, fredde come al solito, e le strinse nelle sue. «Non ti serve per restare qui, Agata. Ti serve per Phuket».
Lei rimase con la bocca aperta, lo sguardo fisso nei suoi occhi. «In Thailandia? Ma... i soldi? E il tuo lavoro?»
«Ho accumulato le ferie, ho pensato a tutto io» la interruppe lui con voce morbida, accarezzandole una guancia. «Ci meritiamo una vacanza vera. Solo io, te, il mare e il caldo. Niente ufficio, niente vicini di casa. Un posto dove nessuno ci conosce. Non sei felice?»
Gli occhi di Agata si fecero lucidi. La gratitudine le strinse la gola. «Io... sì, tantissimo. È che non mi sembra vero. Tu sei troppo buono con me, Giulio. Io non faccio mai niente per meritarmelo».
«Non dire sciocchezze. Tu meriti tutto» sussurrò lui, con un'intensità che le fece venire i brividi. «Adesso fammi un favore. Vai a provarlo. Voglio vedere come ti sta addosso».
Agata uscì dal bagno con l'abito indosso, tirando leggermente l'orlo verso il basso, a disagio per la sua corporatura morbida.
«Non lo so, Giulio... mi sembra che mi segni un po' sui fianchi. Forse avresti dovuto prendere una taglia in più. Lo sai che sono un po' robusta».
Giulio si alzò dal divano, camminando lentamente verso di lei. La guardò dall'alto in basso e i suoi occhi brillarono di una luce che lei scambiò subito per puro desiderio. Le si posizionò alle spalle, stringendole i fianchi con le mani grandi e calde per costringerla a guardarsi nello specchio del corridoio.
«Sei perfetta, Agata. Smettila di nasconderti dietro quei maglioni informi. Voglio che la gente veda che donna splendida ho sposato. Voglio essere orgoglioso di te».
Agata si abbandonò contro il suo petto, chiudendo gli occhi. «Se lo dici tu, mi fido. Mi fido sempre di te».
«Lo so, amore mio. Lo so».
Mentre lei lo abbracciava forte, Giulio tenne gli occhi aperti, fissando il riflesso. Sotto il lampadario alogeno della cucina, la stoffa beige si era trasformata in un velo d'acqua. La silhouette scura delle mutandine di Agata e la linea morbida del suo corpo erano completamente esposte alla luce. Il cuore di Giulio accelerò. Il gioco era iniziato.
Chapter 2
Agata è sfinita dal volo, stordita dal fuso orario e dal caldo soffocante che l'ha colpita all'uscita dall'aeroporto. Si siede sul letto, quasi intimidita da quell'esotismo. Giulio, invece, è stranamente energico. Apre le valigie e, anziché farla riposare, insiste per uscire subito. Sceglie lui i vestiti per la serata, stringendo i tempi prima che …

